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Come nasce un marchio?
Chiunque, almeno una volta, se lo sarà chiesto.
Beh, non c’è un’unica risposta perchè ogni marchio nasce in un modo diverso, ma l’elemento comune è che i creatori non sono stati spinti solo dal fare soldi, ma principalmente dalla passione per i propri prodotti.
Oggi ho deciso di raccontare come è nato il marchio Adidas.
Il fondatore, Adolf “Adi” Dassler, aveva solo 20 anni quando, ispirato dalla sua passione per la corsa, notò un vuoto nel mercato: c’era bisogno di scarpe migliori, non solo funzionali, ma che migliorassero le prestazioni degli atleti.
Praticante fornaio, aveva però una certa familiarità con le scarpe visto che suo padre era calzolaio.
La sua idea si basava su 3 principi:
  • inventare la scarpa migliore per ogni sport;
  • proteggere l’atleta dagli infortuni;
  • offrire un prodotto di lunga durata.
Nel 1924 si unì al fratello Rudolf e insieme registrarono nello stesso anno il nome Dassler Brothers Shoe Factory.
Grazie alle Olimpiadi e alla loro idea geniale di usare gli stessi atleti come veicoli commerciali per i loro prodotti, la loro fama crebbe. Ma, nel 1948, la collaborazione dei fratelli arrivò alla fine quando, dopo l’ennesima discussione, si separarono: Rudolf avviò un’analoga attività che sarebbe diventata la Puma, mentre Adi creò il marchio Adidas per la sua azienda (prese il suo soprannome e le prime 3 lettere del cognome) e il logo con le 3 strisce.
Dopo la morte di Adi, nel 1978, l’azienda passò prima nelle mani del figlio Horst e, dopo la sua morte avvenuta 3 anni dopo, nelle mani delle 4 figlie di Adi che la vendettero.
L’azienda, dopo un lungo periodo di crisi e difficoltà e dopo aver iniziato a produrre anche abbigliamento e scarpe per ogni sport, riuscì a risollevarsi e nel 2000 divenne fornitrice ufficiale e licenziataria del Campionato Europeo di calcio.
Oggi, Adidas è la seconda più grande compagnia del mondo nella vendita di articoli sportivi dopo la Nike, ma resta comunque il marchio dominante in Europa.
In fondo, il suo slogan “Impossible is Nothing” è un ottimo motto per il futuro.

 

 

Via | Yume.it

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