21:10: comincia il Festival di Sanremo. Sigla, luci blu, teatro Ariston lussuosissimo, tirato a lucido. Il tempo di riordinare le idee e pensare che… sì, siamo di nuovo al perché Sanremo è Sanremo e via col primo tocco di giovinezza. Gianni Morandi canta Volare.
21:16: entra Chiabretti, con un paio di scarpe italiche e chiarisce subito le cose: Pippo Baudo come Fidel Castro si ritira. Poi va a sequestrare il telefonino a un imbarazzatissimo Del Noce – al cui fianco siede uno stacco di coscia di nome Alba Parietti. Finita la gag, Piero ringrazia il maestro Caruso per essere ancora vivo, e poi annuncia Pippo Baudo. Ma entrano dei sosia. Un’invasione autoironica di Pippi Baudi che si riproducono e rappresentano i dodici Baudo che hanno presentato altrettanti festival di Sanremo. La mano di Brachetti si fa sentire. Buon momento.

Ora vale la pena di parlare di questo straordinario Dopofestival, con una grande Lucilla Agosti – bella, brava, con proprietà di linguaggio e conoscenze tematiche adeguate al ruolo di conduttrice – e gli Elii semplicemente inarrivabili.
Lo spettacolo è di quelli che fanno ancora credere nella televisione: la polemica è vera – e l’atteggiamento di Toto lo dimostra ampiamente, visto che ha apertamente accusato i critici di scrivere stronzate e ha rinfacciato a Fegiz di avergli più volte chiesto di accompagnarlo nei suoi tour in Russia, gli sketch geniali, il ritmo elevato, la musica di qualità altissima.

Un altro aspirante suicida al Festival. O meglio, appena fuori dal Festival. Un uomo di mezza età, attorno alle 14.30 di oggi è salito sul tetto di un palazzo che si affaccia su piazza Colombo e ha minacciato di buttarsi di sotto.
Parlando a un megafono ha detto che nessuno lo ha ascoltato negli ultimi quattro anni e che la condanna nei suoi confronti è stata emessa in due minuti. Ha urlato anche che il 25 aprile 2006 si è incatenato per protesta ed è stato portato in manicomio, lamentandosi del fatto che ai suoi danni è in atto una congiura.

Bianca Guaccero e Andrea Osvart. A pochi giorni dall’inizio del Festival i loro nomi fanno apparire davanti agli occhi due immagini precise, due volti ormai comuni. Così non era invece alla data dell’annuncio che sarebbero state loro le “vallette” della kermesse canora. Più che gli attuali «ah, la mora e la bionda di Sanremo!» capitava di imbattersi in «Bianca chi? Andrea come?».
L’accostamento a due conduttori come Pippo Baudo e Piero Chiambretti, poi, non le poteva aiutare più di tanto a emergere. Ma adesso sono loro a calamitare attenzioni e copertine, sfortunatamente molto caste: «In ciascuno convivono l’angelo e il diavolo – rivela Bianca a Chi - ma per il nudo integrale la vedo ancora dura».