
Al Mondiale in Germania del 2006 lo ha fermato negli ottavi di finale solo un rigore solare a favore dell’Italia (si, lo so, il rigore non c’era, ma Grosso era stato appena acquistato dall’Inter, no?….dai è una battuta…e ridete un po’…); al Mondiale del 2002, alla guida della Corea, è stato fermato solo dalla “decenza” che ha stabilito che le semifinali potevano essere un risultato soddisfacente per i sud coreani; al Mondiale del 1998 alla guida dell’Olanda si è arreso in semifinale al Brasile ma solo ai calci di rigore.
Quando nell’aprile del 2006 la Federcalcio russa ha cercato un ct in grado di riportare la Russia agli Europei, non poteva sbagliare: Guus Hiddink è il ct e l’allenatore “per eccellenza”, uno dei pochi al mondo a non fallire gli obiettivi quando si siede su una panchina. Sia essa quella di una squadra di club che di una Nazionale.
Adesso questa nuova avventura: chissà che, due anni dopo il rigore di Grosso non ricapiti lui sulla strada degli azzurri. Sperando che sia di buon auspicio.

Il gruppo D si apre con i Campioni in carica della Grecia.
Gran parte del merito va indubbiamente al ct “Re Otto”, all’anagrafe Otto Rehhagel: nessuno si aspettava che una squadra partita senza troppe velleità di vittoria (anzi, senza alcuna velleità di vittoria) potesse arrivare ad alzare la Coppa proprio in faccia ai padroni di casa.
Nemmeno lui, probabilmente.
E’ frutto di quella vittoria, probabilmente, il fatto che la partita finale di qualificazione ad EURO 2008 sia stata quella che gli ha permesso di superare il record di 74 panchine di Alketas Panagoulias. Sì perché la Nazionale graca è stata la prima a dover passare dalle qualificazioni fregiandosi del titolo di campione in carica, per accedere alla competizione successiva.
Il regolamento va rispettato ma si può dire che è un regolamento “sbagliato”…
“Nessuno avrebbe potuto prevedere che sarei restato in carica per così tante partite”, ha detto Rehhagel durante ifesteggiamenti per la qualificazione ad Euro 2008. Il “Regno” di Re otto, infatti, dura dal 2001, dalla sconfitta contro la Finlandia che, evidentemente gli ha portato fortuna.

Forte di un gruppo molto collaudato e compatto, il c.t Victor Piturca ha come punto di forza il gioco offensivo, nel quale può contare sull’apporto di campioni veri come Mutu e Marica: 11 gol in due nel girone di qualificazione ma, soprattutto, una stagione ad altissimi livelli.
Nonostante i bookmakers la diano come probabile eliminata, le altre squadre del girone la temono al punto che Domenech, che dovrà affrontarla nella prima giornata del girone, ha storto la bocca e lanciato anatemi contro la sorte (e l’Italia, tanto per non perdere il vizio…). Anche per questo motivo, probabilmente, la squadra rumena si sente in piena corsa per il passaggio del turno.
Questa la rosa, con i numeri di maglia, della Romania

L’infortunio di Fabio Cannavaro, uno degli artefici principali della vittoria nel mondiale tedesco di 24 mesi fa, toglie alla nazionale, e allo stesso Donadoni, qualche certezza.
Sostituti di Cannavaro, inutile negarlo, non ce ne sono: Barzagli, Chiellini, Materazzi, Panucci e Gamberoni non possono nemmeno lontanamente dare il contributo che garantiva il capitano azzurro. Ma la storia dell’Italia insegna che, quando il gioco si fa duro, gli azzurri iniziano a giocare e tirano fuori quel “qualcosa in più” che li può portare a vivere notti come quella di due anni fa a Berlino.
L’Italia arriva ad Euro 2008 come una delle favorite per la vittoria finale, sia per essere Campione del Mondo in carica, sia per la rosa, comunque di ottimo livello.