
Dieci anni fa la Croazia portava a compimento un vero e proprio “miracolo” calcistico, arrivando terza ai mondiali di Francia 98: ma quella era la squadra di Suker, Vlaovic, Jarni, Prosinecki e, soprattutto, Boban.
La squadra che va ad affrontare gli Europei austro-svizzeri è quella guidata dal ct Slaven Bilic, talento inesploso del calcio baltico, che, però, non può più contare sull’abbondanza di talenti: per questo motivo, probabilmente, ha deciso di fare un mix tra giovani talenti, in procinto di esplodere, e giocatori già affermati come Simic, Robert e Niko Kovac e Igor Budan.
La Croazia dovrà vedersela soprattutto con la Polonia per il passaggio del turno: la Germania, infatti, è troppo più forte delle rivali ed un piede ai quarti glielo ha regalato già il sorteggio: sarà, quindi, decisiva l’ultima giornata del girone di qualificazione, giornata che metterà una contro l’altra proprio la Croazia e la Polonia.

La Polonia è senza dubbio la vera sorpresa dell’Europeo.
Dopo una prima partita disastrosa (sconfitta per 3 a 1 contro la Finlandia), il girone di qualificazione si è rivelato una vera e propria cavalcata trionfale: il primo posto davanti al Portogallo, con squadre come Serbia e Finlandia lasciati ad arrancare nelle retrovie, è stato in gran parte merito del ct olandese Leo Beenhakker, il quale ha definito la qualificazione ad Euro 2008 uno dei più grandi successi della sua carriera, e considerando che questa è iniziata nel 1967…
L’impresa è ancora più comprensibile quando si evidenzia che la storia di questa nazionale non è ricca di grosse soddisfazioni: ma tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio del decennio successivo è riuscita a togliersene alcune. Oltre ad un oro (Monaco 1972) e due argenti (Montreal 1976 e Barcellona 1992) olimpici, può anche fregiarsi di due ottime prestazioni mondiali: due terzi posti, uno nel 1974 e uno nel 1982 (dopo la sconfitta subita ad opera degli azzurri di Bearzot).
Dopo una cavalcata trionfale, però, le ultime amichevoli, con due pareggi contro Macedonia e Danimarca e una vittoria di misura contro l’Albania, non rappresentano un segnale incoraggiante, ma Beenhakker è sicuro del potenziale della squadra. Tra i convocati ci sono due assenze importanti: a sorpresa, infatti, mancano Radoslaw Matusiak e Grzegorz Bronowicki

Quattro anni fa il Portogallo è stato il “padrone di casa”: in quella circostanza spinti dal proprio pubblico, e dagli “aiutini arbitrali” che arrivano spesso agli organizzatori, arrivarono addirittura in finale dove persero contro la sorprendete Grecia. In questi quattro anni la squadra è cambiata radicalmente: mancano Figo e Rui Costa ma ci sarà la nuova generazione con Nani, Quaresma e soprattutto Cristiano Ronaldo.
La squadra di Felipe Scolari si è qualificata nelle ultime 4 edizioni, ma la strada per la qualificazione ad EURO 2008 non è stato affatto facile: i lusitani erano nel girone A, l’unico ad 8 squadre, che è stato vinto dalla Polonia. Dopo un pareggio in Finlandia e una netta vittoria contro l’Azerbaigian, sono arrivate una sconfitta (contro la Polonia) e 3 pareggi consecutivi di cui uno molto particolare con la Serbia, partita conclusa sull’1-1 ma condita da una rissa finale che è costata tre giornate di squalifica al ct Scolari.

La Repubblica Ceca è alla sua prima esperienza in una competizione internazionale senza Pavel Nedved che, nonostante abbia deciso di giocare almeno un’altra stagione con la Juventus, ha confermato il suo addio alla Nazionale. A nulla sono servite le richieste di Karel Bruckner, ct della Repubblica Ceca che da calciatore ha militato nel Sigma Olomouc, squadra della sua città, tra il 1955 e il 1972 e nel Baník Ostrava (1972-1973).
Quasi tutto il centrocampo titolare della squadra che ha giocato i Mondiali nel 2006 in Germania ha detto addio alla Nazionale o, comunque, non è stato convocato: oltre al centrocampista della Juventus, infatti, mancano anche Poborsky e Rosicky, mentre e Galasek.
Grygera (Juventus), Jankulovski (Milan) e Rozehnal (Lazio) sono i tre “italiani” convocati. A questi poteva essere aggiunto anche Ujfalusi, ma il difensore ha lasciato la Fiorentina per scadenza di contratto, mentre Sivok, dello Sparta Praga, ha avuto un passato ad Udine.