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Il nuovo piano del Ministero dello Sviluppo Economico va verso una rivoluzione del canone: sarà unificato con la bolletta della luce, costerà la metà (dai 60 agli 80 euro) e verrà pagato per fasce di reddito. E c’è l’ipotesi esenzione per le fasce più basse.

“Pagare meno, pagare tutti”. Il principio ispiratore che sta muovendo il Ministero dello Sviluppo Economico per cercare di rendere il canone televisivo a prova d’evasore, comincia a svelarsi. L’idea di base resta quella esposta in ottobre, ovvero di considerare il canone come un “contributo”. La novità, si legge sul CorSera, sta in un nuovo piano annunciato dal viceministro dell’Economia, Enrico Morando, che si annuncia come una vera e propria rivoluzione: pagare il canone in base al reddito, ma insieme alla bolletta elettrica dell’abitazione. In questo caso, l’imposta sarebbe praticamente impossibile da evadere, garantendo però anche una riduzione dell’imposta. Il piano partirà nelle prossime settimane con un emendamento alla legge di Stabilità, che in queste ore sta subendo una serie di aggiustamenti come la decisione di ridurre l’Iva sui libri elettronici, dal 22% al 4%.

Verso l’esenzione per i redditi bassi

A dare il via libera al progetto, lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi tornato dall’Australia per il G20, che aveva ipotizzato questa misura già ai tempi del decreto degli 80 euro in busta paga. Equità e lotta all’evasione ad ispirare una manovra che mette il canone Rai al riparo da qualsiasi tentativo di evasione, che per le fasce di reddito più basse potrebbe addirittura portare all’esenzione totale o parziale. I redditi medi e alti si ritroveranno comunque a pagare un contributo che potrebbe oscillare tra i 60 e gli 80 euro, cifre molto lontane dagli attuali 113,50 euro all’anno.

Il presupposto d’imposta cambia dalla tv al dispositivo

La riforma del canone televisivo cambia il presupposto d’imposta: se ieri il canone era obbligatorio per chiunque fosse in possesso di un apparecchio radiotelevisivo, con l’attuazione del nuovo piano sarà necessario possedere qualsiasi dispositivo in grado di ricevere segnali radio e tv, anche in streaming. Quindi computer, tablet, smartphone e console gaming. Resta un aspetto da chiarire, ovvero se il canone Rai si pagherà soltanto sulla prima abitazione, oppure se sarà dovuto per ogni abitazione posseduta. Questo sarebbe un aspetto sensibile e da non trascurare, dato che oggi il canone Rai si paga solo sulla prima casa. L’emendamento sarà presentato entro le prossime settimane al Senato, l’attuazione non sarà semplice dato che le società elettriche, sempre stando a quanto riportato dal CorSera, non sembrano entusiaste all’idea per una serie di problematiche. In primo luogo, la raccolta e il trasferimento dei dati delle utenze rappresentano un ulteriore costo. Ma è la riscossione del canone, oggi affidato all’Agenzia delle entrate, che andando a confluire nella bolletta, sarebbe di competenza della società che fornisce il servizio, a creare un problema che le aziende elettriche non vedono di buon occhio. Da sciogliere anche il nodo sulla questione “affitti”: se la bolletta fosse intestata al proprietario, anziché all’inquilino, pagherebbe il primo per poi rivalersi sul secondo.

 

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Via | Yume.it 

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