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Come fare numeri da capogiro con un solo Ep, un singolo che era stato scritto per qualcun altro, un video oversize, senza culi e tette e un messaggio preciso: “Non badate al vostro peso e vogliatevi bene per come siete”. Lei si chiama Meghan Trainor e forse il suo nome non vi dirà granché, ma già le prime note di “All About That Bass” vi faranno esclamare: “Ah! Ma è lei?”. Sì, è lei, questa ragazza di 20 anni del Massachussetts che è in testa alla classifica dei singoli di Billboard col suo primo singolo corredato da un video che sta entrando tra i Vevo Certified, riconoscimento che meritano quelli che raggiungono le 100 mila visualizzazioni. Un numero incredibile, soprattutto se si parla di una sconosciuta, praticamente, visto che la Trainor ha firmato il suo primo contratto a 18 anni. Un contratto come compositrice più che come performer: scrive per altri, insomma e sembrava questa la carriera che doveva prospettarsi per questa ragazza, prima che cominciasse a proporre questo pezzo in giro tra le varie etichette discografiche.

Accettare il proprio corpo

“All About the Bass” parla del bisogno di accettazione del proprio corpo (e del proprio sedere), con un ritmo catchy e pop e delle storture che si vedono sulle riviste: “Vedo i magazine lavorare con Photoshop. Sappiamo che quella m**da non è vera” canta la ragazza che pure, come dichiarato a Billboard, dice chiaramente di non “essere femminista” pur essendo diventata in pochissimo tempo la paladina della bellezza curvy e non come quelle “tr*ie magre (no, sto giocando)” che canta nel pezzo; insomma lei è qua per dire alle ragazze che “ogni centimetro di voi è perfetto, dal sedere fino alla testa”: “Penso che i disturbi alimentari siano un problema reale, molte ragazze ne soffrono e sono felice che molti commenti che ho ricevuto parlino propri dei loro disturbi alimentari e di come le abbia salvate. Una cosa pazzesca”.

Meghan_Trainor_-_All_About_That_Bass_-_YouTube

Gli inizi come autrice, poi il boom

“Andai a una sessione di scrittura come compositrice, non avevo un contratto né avrei mai pensato di averne uno, così incontrai questo songwriter [Kevin Kadish] – racconta a Pop Matters – di cui ero fan (…). Volevo mostrargli che ero una scrittrice in gamba, quindi gli ho detto ‘Ehi, scriviamo semplicemente qualcosa che sia bello e divertente per il mondo, senza avere in mente un artista in particolare. Perché se hai qualcuno in particolare in mente ti dai delle regole e non puoi imprecare, parlare di ragazzi e cose così”. Nasce così quello che ad oggi è il suo primo grande successo, un brano che finì sulla scrivania di LA Reid (che ultimamente ha prodotto “XSCAPE” di Michael Jackson, giusto per fare un solo nome) della Epic che ha deciso di produrla seduta stante: “Sì – ammette – il brano è una demo”.

Avrebbe potuto cantarla Beyoncé, ma la crew rifiutò nonostante il brano piacesse e alla fine si è ritrovata a cantarla lei. E forse è giusto così: “La cosa più divertente è che ora mi mandano mail in cui scrivono ‘Volevo quella canzone!’ e io penso: ‘Mi state prendendo in giro?'”. Ora può permetterselo, con un singolone sulle spalle, un Ep uscito (oltre alla canzone citata ci sono anche “Title”, “Dear Future Husband” e “Close Your Eyes”) e un album in preparazione, che uscirà nei prossimi mesi.

Le prime critiche

Ovviamente come tutti i successi la canzone e il suo messaggio, in particolare, hanno attratto anche alcune critiche. La principale riguarda il prendere come modello di riferimento quello di bellezza accettato: “Quando dici che non sei una 36, ma sei comunque attraente per gli uomini in un modo che suona molto come se stessi aggiustando per il fatto di non essere una 36, stai comunque seguendo quelli che sono gli standard di bellezza ai quali i tuoi testi si oppongono” ha scritto Hillary Crosley di Jezabel mentre Chloe Angyal del blog femnminista Feministing ha detto a Vox che ciò che trova problematico riguardo la canzone “è che dà l’impressione di dare una defizione molto limitata di ciò che significa amare il proprio corpo. Puoi amarlo come lo ama un uomo, e farlo sminuendo quello delle altre donne”.

Un video da oltre 100 mila visualizzazioni

Polemiche a parte, il pezzo, intanto, continua a raccogliere premi e in Inghilterra diventa il primo singolo a entrare nella Top 40 solo grazie agli streaming. Un’esplosione improvvisa e quasi virale per questo brano che è accompagnato da un video acchiappa click, colorato, divertente, con cup cake di zucchero filato anni ’60, in linea col messaggio principale della canzone che si materializza con la Trainor accompagnata da modelle curvy e da un ballerino lontano dagli stereotipi del genere. Lo ammette anche la cantante: “È il video ad aver reso il brano virale”. E così ora il video può vantare 100 mila visualizzazioni

Da Jimmy Fallon con gli strumenti giocattoli

Ci sono alcuni passi che bisogna fare quando si comincia a essere conosciuti nel mondo della musica. C’è l’invito al dave Letterman Show, ad esempio, ma se siete giovani, carini e simpatici è più probabile che facciate un passaggio da quel mattacchione di Jimmy Fallon e i Roots. Come poteva, quindi, il conduttore americano farsi sfuggire un passaggio della Trainor al Tonight Show? E come potevano non suonare “All About the Bass” con gli strumenti giocattolo? Un must, ormai per Fallon che fa sempre il suo effetto, e vale anche questa volta. Un momento in cui sono passati Robin Thicke, Cristina Aguilera, Mariah Carey e Idina Menzel tra gli altri.

 

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