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Il capitano parla prima del match con l’Uruguay di martedì: «Non dobbiamo perdere l’autostima. Ci servono cuore caldo e testa fredda»

A un certo punto pensava che l’avesse colpito la maledizione sudafricana: un altro Mondiale buttato via prima ancora di incominciare. Poi però le cose sono andate diversamente e, nella sfortunata partita con la Costa Rica, Gigi Buffon è tornato al suo posto. Ed è evidente che, avendo rischiato di perderla, questa Coppa brasiliana il capitano se la voglia tenere ben stretta. Lo dice forte e chiaro dallo stadiolo dell’Abc di Natal, dove l’Italia sta preparando la decisiva sfida con l’Uruguay che si terrà nella ben più avveniristica Arena Das Dunas, tra due soli giorni. «Non lancio messaggi di ottimismo, ma dimostreremo di esserci con una grande partita martedì. Ci vogliono testa fredda e cuore caldo: l’autostima non deve venire meno per una partita nata male». Il capitano è consapevole che una sconfitta e la conseguente eliminazione sarebbero «un fallimento, non entreremmo nella storia come l’Italia migliore, sarebbe una delusione e dovremmo assumercene la responsabilità».

«Eliminazione? Un fallimento»

Gigi se lo ricorda. È alla «decima competizione di questo genere, otto volte su dieci siamo passati alla terza partita, quindi non è una situazione inedita per noi». C’era anche in Sudafrica Buffon, un disastro più che un fallimento. Ma la vigilia, per il portiere è diversa: «Allora l’impegno della terza gara era più accessibile, in questo caso è più gravoso, al Mondiale non puoi pensare di giocare partite facili, sicuramente nessuno pensava a questa Costa Rica alla seconda giornata». Ecco, forse è meglio incontrare l’Uruguay dei micidiali «Cavani e Suarez, una super coppia d’attacco, loro vivranno del riverbero dell’ultima vittoria, noi veniamo da una brutta sconfitta. Ma con forza e orgoglio, ne possiamo venire a capo».

Parola d’ordine: duttilità tattica

E con una certa duttilità tattica: delegando le scelte a mister Prandelli, Buffon insiste molto su questo punto: «Uno dei nostri pregi è poter essere camaleontici, l’allenatore è un maestro nel trovare il giusto amalgama e il giusto equilibrio tra i reparti. E non credo si possa passare dal gioco come panacea di tutti i mali al fallimento in cinque giorni». Insomma, per il portiere il c.t. sa come fare. Anche mettere in campo Balotelli e Immobile: «Non hanno mai giocato insieme, ci saranno tutti i rischi, ma anche i benefici del caso». E se passassimo il turno? Gigi ride per l’unica volta: «Beh allora i problemi saranno appena incominciati, perché ci aspetterebbero avversari molto ostici». E si capisce che in cuor suo, problemi di tal genere non vede l’ora di affrontarli.

La probabile formazione

Dall’allenamento intanto si intuisce quale sarà la formazione  anti-Uruguay  che scenderà in campo all’inizio  martedì: davanti l’inedita coppia Balotelli-Immobile. Rivoluzionata la difesa con il trio bianconero Bonucci, Barzagli e Chiellini. Il centrocampo diventa così a cinque: tra gli esterni il rientrante De Sciglio e Darmian, in mediana Pirlo, Verratti e Marchisio.

 

Via | Yume.it 

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