
Al Mondiale in Germania del 2006 lo ha fermato negli ottavi di finale solo un rigore solare a favore dell’Italia (si, lo so, il rigore non c’era, ma Grosso era stato appena acquistato dall’Inter, no?….dai è una battuta…e ridete un po’…); al Mondiale del 2002, alla guida della Corea, è stato fermato solo dalla “decenza” che ha stabilito che le semifinali potevano essere un risultato soddisfacente per i sud coreani; al Mondiale del 1998 alla guida dell’Olanda si è arreso in semifinale al Brasile ma solo ai calci di rigore.
Quando nell’aprile del 2006 la Federcalcio russa ha cercato un ct in grado di riportare la Russia agli Europei, non poteva sbagliare: Guus Hiddink è il ct e l’allenatore “per eccellenza”, uno dei pochi al mondo a non fallire gli obiettivi quando si siede su una panchina. Sia essa quella di una squadra di club che di una Nazionale.
Adesso questa nuova avventura: chissà che, due anni dopo il rigore di Grosso non ricapiti lui sulla strada degli azzurri. Sperando che sia di buon auspicio.
Questa la rosa, con i numeri di maglia, della Russia
Portieri
1 Igor Akinfeev
12 Vladimir Gabulov
16 Vyacheslav Malafeev
Difensori
2 Vasili Berezutski
4 Sergei Ignashevich
5 Aleksei Berezutski
8 Denis Kolodin
14 Roman Shirokov
22 Aleksandr Anyukov
Centrocampisti
3 Renat Yanbaev
7 Dmitri Torbinski
11 Sergei Semak
15 Diniyar Bilyaletdinov
17 Konstantin Zyrianov
18 Yuri Zhirkov
20 Igor Semshov
23 Vladimir Bystrov
Attaccanti
6 Roman Adamov
9 Ivan Saenko
10 Andrei Arshavin
13 Pavel Pogrebnyak
19 Roman Pavlyuchenko
21 Dmitri Sychev
Chi ha visto qualche partita di Coppa UEFA non può non essere del mio stesso parere.
La stella della Nazionale di Guus Hiddink è, senza dubbio alcuno, Pavel Pogrebnyak: insieme a Toni è capocannoniere della Coppa UEFA 2007/2008, vinta con lo Zenit San Pietroburgo con 10 gol all’attivo. In realtà sarebbero 11 se il regolamento della Coppa UEFA non escludesse da questo conto i gol segnati nelle partite di qualificazione alla Coppa UEFA.
Forte fisicamente, 188 cm per 91 Kg, è il classico attaccante da area di rigore: a 25 anni è arrivato il momento di dimostrare se può diventare un campione vero o restare un giocatore di buon livello.
Hiddink crede molto in lui al punto che, nonostante l’infortunio al menisco riportato durante l’amichevole di mercoledì scorso vinta dalla Russia per 2 a 1 sulla Serbia, ha deciso di tenerlo nel gruppo: “Sta lavorando con i fisioterapisti. Non lo spremeremo al limite per una sola partita. Anche se dovesse saltare la Spagna, resterà con noi e non chiamerò sostituti”.
E’ una decisione importante è un rischio molto grosso quello che si prende Hiddink visto che, per i primi due incontri, dovrà fare a meno di un altro attaccante, Andrei Arshavin, squalificato dall’UEFA: in una manifestazione nella quale è importantissimo partire subito bene, ritrovarsi con due assenze di livello nelle stesso reparto può essere pericoloso.
La speranza di Hiddink, ovviamente, è quella di recuperare Pogrebnyak già per la seconda partita, contro la Grecia: il ct olandese, comunque, ha tempo fino al 9 giugno (giorno prima dell’esordio contro la Spagna) per decidere se mandare a casa il suo pupillo.
Ma visto quanta considerazione ha dell’attaccante, difficilmente lo farà.
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