Flappy-Bird

Il mercato video ludico sta cambiando, questo è un dato di fatto. Soprattutto, a guardare bene, sempre di più i dispositivi portatili ed in particolare smartphone e tablet si avvicinano alle prestazioni di sistemi Windows PC di ultima generazione (o almeno penultima) visto l’uso massiccio di chip sempre più potenti.

Capita così, di vedere giochi anche da tripla A riportati fedelmente su mobile e che differiscono di ben poco se non fosse per la gestione dei comandi che, naturalmente, è ridisegnata appositamente per l’uso dei touchscreen. Ma il mercato video ludico non è solo questo. Il mercato sta cambiando anche per il modo di mettere in risalto giochi che altrimenti resterebbero sconosciuti: gli indie games. Guardate soltanto il successo anche mediatico di Minecraft o dell’esclusiva PS3 The Journey; casi, questi, che riflettono perfettamente ciò che la pubblicità e la diffusione virale spontanea di un titolo possono fare. E casi come questo ce ne sono molti di più e sono destinati a crescere in modo esponenziale.

La domanda è: come fa un titolo indie sconosciuto a diventare un successo inaspettato? Beh, molto è dovuto, sicuramente, alla pubblicità che i media stessi fanno al titolo, ma questo arriva dopo. Prima di tutto ci sono i commenti degli utenti che, una volta installato, comprato, provato un gioco, iniziano a darne giudizi più io meno positivi su blog, siti, forum eccetera. Proprio in quest’ottica è nato il fenomeno Flappy Bird. Flappy Bird ha avuto vita breve negli store per dispositivi mobile perché il suo stesso creatore, un ragazzo vietnamita di 29 anni, lo ha fatto ritirare qualche giorno fa perché, come disse letteralmente lui:

mi sta rovinando la vita!

Flappy Bird, prima di sparire, si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo in brevissimo tempo: il successo è stata la sua semplicità e la sua giocabilità. Lo scopo del gioco, infatti, era semplicemente quello di “tappare” sul proprio device per far volare un uccellino fra pipes che ricordavano moltissimo (sono uguali!) i tubi verdi di Super Mario. Il giochetto ha fatto il giro del mondo ed in poche settimane sono nati cloni, pagine Facebook, # su Twitter e tantissimi video su YouTube.

Flappy Bird, dunque, rientra di diritto in quell’elenco di giochi che seppur semplicissimi e semplicisti, hanno – nel bene o nel male – fatto la storia dell’evoluzione della “specie video ludica”. Chi di voi lo ha provato sa cosa vuol dire stare ore incollati allo schermo per andare oltre quel record personale che sembra battibile ma che invece si allontana di più ogni volta che riproviamo.

Ora che Flappy Bird non esiste più (ma in rete si può ancora trovare), hanno preso il sopravvento i cloni e le riproposizioni dello stesso titolo per PC; ovviamente non è la stessa cosa ma le sensazioni che si provano giocandoci sono esattamente le stesse.

Anche noi ci abbiamo provato e quello che potete vedere qui sotto è il video che ne è venuto fuori. Se invece volete provare a cimentarvi con quanto di più vicino ci sia all’originale, allora aprite questa pagina. Buon divertimento.

 

Via | Yume.it

Alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.

 

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