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Saltata la soubrette Aida Yespica, rimangono la rossa del Grande Fratello Angela Sozio, candidata in Puglia (paparazzata mano nella mano con Berlusconi a Villa Certosa), Peppino di Capri, Deborah Bergamini, ex manager Rai, e naturalmente la rossa per eccellenza Michela Vittoria Brambilla. Ecco le candidature ‘fuori dal Palazzo’ del Cavaliere.

LA YESPICA DICE NO A SILVIO

Aida Yespica candidata con il Pdl? “Cosa? Con il partito di Berlusconi? No, non mi candido. Non sono neanche cittadina italiana…”, taglia corto la bella Yespica contattata da Affari.

Ma ti piacerebbe? “No, non mi piace l’idea di entrare nel Parlamento italiano. E neanche con Berlusconi”.

Ma lui parla molto bene di te, cosa ti piace del Cavaliere? “Non voglio più parlare di queste cose. Se mi chiedi sul mio fidanzato ti rispondo ‘ok mi piace…’ Ma su Berlusconi non parlo. Mai lavorerei in Parlamento… Punto!”. 

E SCOPPIA LA POLEMICA. “Io non milito nel Popolo delle Libertà, ma sono stato sommerso questa mattina da numerose telefonate di “berlusconiani” che protestavano con me (e io che c’entro?) per la candidatura della nota attrice (si fa per dire…) Yespica, l’amica del Presidente venezuelano Chàvez”. Il presidente emerito Francesco Cossiga ha raccolto le voci contrarie contro la candidatura della bella venezuelana. “Io ho risposto che Silvio Berlusconi è anzitutto un grande impresario teatrale che crede che la bella apparenza conti anche elettoralmente: basta dare uno sguardo agli elementi femminili del suo gruppo”.

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Il senatore a vita non sembra molto entusiasta della candidatura, anzi… .

“La signora Yespica è da lungo tempo -spiega il senatore a vita- una delle sue più care amiche e lui notoriamente ne apprezza molto le doti di
intelligenza, nonché quelle artistiche
: l’avvenenza delle donne, come è noto, non lo ha mai interessato. E poi, a proposito della futura appartenenza della signora Yespica alla Camera dei Deputati (ma la cittadinanza italiana c’è l’ha?), si puo’ parafrasare cio’ che rispose Winston Churchill a chi gli faceva osservare che nella Camera dei Comuni sedevano molti imbecilli: “Non saremmo una democrazia rappresentativa se fosse così, dato che nel Paese di imbecilli ce ne sono molti: e così si potrebbe dire “mutatis mutandis” ( e il “mutandis” qui’ ci sta molto bene, “indeed” !), della signora Yespica”.


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Via | Affari Italiani


Via | Yume.it 


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