Mr_eko

Rai condannata. L’Authority per le Comunicazioni ha infatti deciso – con 11 mesi di ritardo – che la tv pubblica dovrà pagare un multa di 100mila euro per aver mandato in onda senza il bollino rosso ma ancora in fascia protetta (o meglio: esattamente un minuto prima del termine) l’episodio numero 10 della seconda stagione di Lost dal titolo Salmo 23. Per chi non se lo ricordasse, si tratta di quello che racconta, in un flash back, la storia di Mr Eko che per evitare al fratello più piccolo il trauma e la colpa di sparare a degli uomini come gli era stato ordinato sceglie di premere lui il grilletto e viene così arruolato come soldato dai guerriglieri.

Il motivo della scelta del Garante è da ricercare tutto in quei 60 secondi: la Rai non avrebbe infatti «adottato alcun sistema di segnalazione iconografica (cioè appunto il bollino, ndr) che avrebbe consentito alle famiglie l’espletamento della propria funzione educativa» anche di fronte a scene con «contenuti di violenza che per caratteristiche presentate e collocazione oraria, appaiono di forte impatto emotivo per un pubblico di minori».

Da viale Mazzini spiegano, d’altra parte, che la decisione di mandare in onda l’episodio in questo modo – come è già successo, d’altra parte, in tutto il resto del mondo – è stata presa in quanto in tutta la sequenza è possibile distinguere «nettamente la sfera del bene da quella del male e si trasmette in maniera forte e inequivocabile il valore dell’amore fraterno laddove il maggiore dei due si sostituisce volontariamente al fratello più piccolo nel compimento del gesto drammatico».

Ma per il Garante: “La scena è crudamente realistica e non preceduta da idonea argomentazione che ne agevoli la comprensibilità“. Non preceduta da idonea argomentazione che ne agevoli la comprensibilità”?

A parte il fatto che se il tutto fosse avvenuto 60 secondi non sarebbe successo nulla! Comunque, forse sarebbe meglio che il Garante, prima di tutto si facesse un bello zapping in tv: la domenica pomeriggio potrebbe gustarsi certe scene – queste sì – davvero raccapriccianti con donne-simil pornostar di bianco vestite e “costrette”, poverine, a farsi una bella doccia(calda speriamo che sennò i ragazzi potrebbero rimanerne traumatizzati), o a prove di equilibrio così “complesse” da mettere a serio repentaglio la loro (intima) integrità. E certo nessuno si prende la briga di spiegare ai ragazzi che nella vita reale le donne non si prestano a certi giochi-erotico-trash. Poi durante la settimana potrebbe allietarsi le giornate guardandosi un po’ di soap opera e scoprirebbe che nei pomeriggi degli italiani (i ragazzi, si sa, dovrebbero giocare o fare i compiti ma se non c’è nessuno a casa chi gli impedisce di attaccarsi alla tv per “tenersi” compagnia?) ribollono spaventosi intrighi amorosi, bugie, tradimenti e incesti, ma anche fanciulle che si azzuffano e si sfidano a colpi di urla e parole che sono peggio di coltelli (solo) per conquistarsi l’uomo ideale, il modello, lampadato, depilato, truccato e laccato dalla testa ai piedi che se ne sta immobile, seduto su un trono di cartone. Cosa potrebbero (dis)imparare i figli da tutto questo?


 


Via | LiberoNews


Via | Yume.it 


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