Pooh_beat_regeneration

Hanno festeggiato solo 2 anni fa i 40 anni di carriera ma a vederli sono ancora pieni di entusiasmo. Ora, dopo l’uscita del loro Noi con Voi, i Pooh tornano con un nuovo album, Beat ReGeneration (Atlantic/Tamata, distribuito dalla Warner e in vendita dal primo febbraio): il primo lavoro interamente di canzoni che non portano la loro firma.

Ma attenzione: «non è un disco di cover – ci tengono subito a precisare quando li incontro nel loro studio, Tamata, a Milano – perché i brani che abbiamo scelto li abbiamo riarrangiati, tutti, in chiave rock, rendendoli molto attuali! Sono alcune delle canzoni più belle di un’epoca mitica che a loro volta erano la versione italiana di alcuni grandi successi internazionali», da È la pioggia che vaa La casa del sole, da Pugni chiusi a Che colpa abbiamo noi fino a Gioco d bimba.

Un doppio omaggio «alla musica di quel tempo, la stessa con la quale siamo cresciuti, che hanno segnato il nostro percorso formativo, che ci ha accompagnato ai tempi in cui noi suonavamo Piccola Katy (un successo del 1968, ndr), e anche a quei gruppi che non hanno avuto la fortuna come noi di riuscire a rimanere in attività per così tanto tempo, fino a oggi».

Come siete riusciti a scegliere “solo” 12 canzoni?
Le abbiamo suonate! Considera che siamo partiti da 800/900 brani ma abbiamo visto che ce n’erano alcune che proprio non andavano, erano improponibili per noi; altre che, anche se musicalmente potevano funzionare, avevano però dei testi ormai fuori tempo. In alcuni casi abbiamo cambiato qualche parola, naturalmente chiedendo le autorizzazioni. Invece quando una canzone senti che nasce dal cuore, così, immediata, allora rimane bella nel tempo e funziona sempre. Come dire: se hai un’emozione pura, quella non invecchia. Le canzoni troppo studiate, invece, non funzionano mai!

Insomma, si può dire che vi siete divertiti a fare questo disco…
Tantissimo, perché abbiamo suonato le canzoni che piacevano a noi, il giro di chitarra sul quale si imparava a suonare era quello de La casa del sole. Ma che colpa abbiamo noi era proprio la canzone di una generazione di giovani che iniziava a prendere la parola, che iniziava a dire quello che pensava. In alcuni casi abbiamo anche avuto difficoltà, come con Gioco di Bimba: ha una suite già perfetta così com’è e noi non volevamo correre il rischio di renderla banale né di renderla troppo complicata.

Beat ReGeneration può anche essere l’occasione per i giovani di conoscere e apprezzare canzoni che altrimenti non avrebbero mai sentito: cosa di quel tempo è interessante e valido riproporre alle nuove generazioni?
Sicuramente l’entusiasmo. La Beat Generation era quella appena uscita dalla guerra, piena di speranze ed entusiasmi. Quella che pensava che tutto si potesse fare, in perenne movimento e appassionata. Mi ricordo (racconta Red Canzian, ndr) che io volevo solo suonare e ho rotto le scatole a mio padre, che era un camionista e non aveva certe possibilità, perché volevo una chitarra più di ogni altra cosa. Noi guardavamo al futuro a lungo termine, oggi i sogni dei ragazzi sono limitati nel tempo. Invece vorrei che imparassero a seguire la loro strada, quella che sentono, non quella predestinata, quella già scritta.

40 anni di carriera, grandi successi, la vittoria la Festival di Sanremo, collaborazioni importanti, concerti sold out, un musical: qual è il vostro segreto?
Sicuramente sono tante le componenti… La capacità di entusiasmarsi e di credere a quello che facciamo e quindi di sbattersi affinché i sogni diventino realtà. Siamo estremamente curiosi. Poi certo, non è che non ci siano stati momenti di crisi, come subito dopo il grandissimo successo di Piccola Katy ma evidentemente siamo anche nati sotto una buona stella. Abbiamo avuto crisi fra di noi, e ognuno ha avuto le sue crisi personali, sul senso del proprio lavoro e non solo. Ma per fortuna non hanno mai coinciso con quelle degli altri che hanno saputo aspettare. Poi ecco, nel tempo abbiamo imparato anche a scindere tra il lavoro e la vita privata: tutte le discussioni che facciamo qui dentro, in queste stanze, vengono dimenticate appena usciamo da quella porta! Anche perché fondamentalemnte le discussioni che abbiamo sono su cose che non fanno parte del nostro lavoro, che è fare i musicisti. Solo che siccome non c’è nessun’altro che riesce a gestire bene anche tutto il resto come faremmo noi, ecco che ci tocca fare gli impiegati della musica e venire qui tutti i giorni!

Ci si deve aspettare un altro disco come questo, in futuro, un proseguo, visto che avete messo come ultima canzone Gioco di bimba?
In effetti non è un caso che l’ultimo brano sia Gioco di bimba, la canzone che ha traghettato la musica dal beat al progressive…

A breve partirà anche il vostro tour (dal 29 marzo dal palasport di Mantova, ndr): cosa proporrete al pubblico?
Naturalmente le canzoni dell’album, insieme ai brani dei Pooh di quegli stessi anni fino a raggiungere i successi più recenti

La tracklist di Beat ReGeneration:

È la pioggia che va (Rokes)
La casa del sole (Bisonti)
Pugni chiusi (I Ribelli)
Che colpa abbiamo noi (Rokes)
Un ragazzo di strada (Corvi)
Eppur mi son scordato di te (Formula 3)
29 settembre (Equipe 84)
Mi si spezza il cuor (Sorrows)
Nel cuore e nell’anima (Equipe 84)
Per vivere insieme (I Quelli)
Così ti amo (Califfi)
Gioco di Bimba (Le Orme)

 

Via | LiberoNews

Via | Yume.it 

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