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Una Laura Chiatti al settimo cielo alla presentazione de Il mattino ha l’oro in bocca dove intepreta Cristiana, la fidanzata milanese che cerca di redimere Elio Germano-Marco Baldini dal vizio del gioco. E rivela: «Chissà perchè al cinema mi propongono sempre storie tormentate in cui mi fanno fare l’angelo azzurro». Per fortuna che nella vita (ora) le cose sembrano andare decisamente meglio e rivela: «Mi sento al settimo cielo».

Parlaci del tuo personaggio nel film
Cristiana è un po’ la fatina di Pinocchio che porta, o almeno cerca di portare, Elio-Marco, sulla retta via. Tra di loro più che un amore fisico, c’è un rapporto di tipo platonico. È un personaggio più introspettivo rispetto ad altri forse palesementi sexy o provocanti che ho fatto in passato. Mi piaceva questa cosa di poter rivelare, con questo ruolo, un lato della mia personalità più timido e riservato, visto che quelli più visibili al primo impatto ho già avuto modo di esprimerli in altri film.

Che tipo di donna è Cristiana?
È una donna non simpatica al primo approccio, un po’ scostante e molto decisa. Ma questo è anche sintomo di gran carattere.

Come ti sei trovata con Elio Germano?
Benissimo, è un ragazzo molto carino, un po’ introverso. Avevamo lavorato sei anni fa in una mini serie (Padri) ma non avevamo mai interagito. Ora invece ho avuto modo di conoscerlo meglio e di capire quanto sia in gamba. Elio è davvero un ragazzo fuori del comune, che nonostante il suo talento e bravura è rimasto una persona umile che fa il suo lavoro in maniera tranquilla e punta alla professione più che a riflettori e mondanità. Poi a lavorare con lui c’è molto da imparare, è talmente eclettico…

E con il regista Francesco Patierno, come è andata?
Francesco è spiazzante. È neorealista al massimo, nel senso che se gli chiedi: “Come dovrei fare questa scena”, lui ti risponde: “Fai come vuoi, pensa a Cristiana come se fossi tu”. Eravamo totalmente liberi di fare e questo ti dà la possibilità di essere molto più naturale. Mi ha diretta in senso stretto solo nella camminata, perché io senza tacchi non ci so stare, sembro una papera goffa…Però è stato veramente bello recitare per Francesco perché non ero proprio abituata a lavorare così

In che senso?
Nel senso che arrivavo da un Sorrentino che controlla pure le virgole, capirai. Mentre Francesco ci ha dato carta bianca su tutto. È stato meraviglioso.

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Il tuo personaggio è l’unico inventato della storia. È vero?
In parte, perché c’è comunque un nesso con la vera fidanzata milanese di Marco di quegli anni: anche Cristiana, come lei, è una ragazza di buona famiglia, della borghesia, anche se dal film non si capisce bene perché è stato poco approfondito questo aspetto.

Marco Baldini lo conoscevi?
Sono stata diverse volte ospite di Viva Radio 2 e non mi ha mai fatto pensare alla sua vita movimentata e alle peripezie che ha attraversato: l’ho trovato sempre allegro, spiritoso e pacificato con sé e gli altri.

Tu che rapporto hai con il gioco?
È un mondo molto lontano da me, manco so giocare a poker. Non conosco l’ambiente e lo vivo dall’esterno, anche se ci sono persone che conosco che ne fanno parte. Certo a quei livelli descritti dal film è una vera e propria una malattia, di cui magari uno non si rende conto perché trova piacere nel farlo. Io personalmente non lo farei mai.

Prima con Sorrrentino e il tema dell’usura, ora con Patierno e il gioco d’azzardo, tu sei sempre una sorta di angelo azzurro..
Vero, mi fanno sempre fare la fatina di Pinocchio. Non so perché mi propongono questi personaggi. La realtà è che ci sono pochi ruoli femminili belli da interpretare. E tutti quelli che mi vengono offerti girano spesso intorno a questo ruolo dell’angelo benefattore. Sarà la mia faccia angelica? (ride, ndr)

Cosa farai ora?
A parte Sanremo (scherzo, ovviamente) inizio il film di Faenza, Il caso dell’infedele Clara e poi ad agosto uno di Piva di cui non posso dire il titolo.

Chi sarai nel film di Faenza?
Interpreto una donna innamorata del proprio uomo ma alla quale questo da poca affidabilità tanto che le mette alle calcagna un investigatore per scoprire eventuali tradimenti.

Altri interpreti?
Claudio Santamaria, ma non dico altro.

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Visto che hai citato Sanremo lo guarderai da casa?
Certo, lo guardo tutti gli anni. Sai, vederlo in tv non è un problema, è condurlo che diventa difficile. La gente parla facile: “Tu sei un’attrice, cosa vuoi che sia..”. Ma è una cosa completamente diversa: facendo l’attrice io non metto in gioco me stessa, se dovessi condurre Sanremo sì.

Però da Celentano sei andata…
Sì, ma solo perché erano 5 minuti, altrimenti non avrei avuto il coraggio.

A proposito, come va la tua passione per il canto?
Adesso cantare mi diverte più di quando ero piccola, non mi blocco più, forse perché ho meno responsabilità. Tanto so che il mio mestiere è un altro.

Un film sì e uno no ti costringono a cambiare colore di capelli: nel film sei bruna, ore sei di nuovo bionda…
A essere sincera, anche se molti mi dicono che sto meglio bionda, io mi piaccio di più bruna come sono nel film, mi sembra un colore più particolare, denota una personalità che il biondo non dà. Però è vero, ho questa croce di dover cambiare colore ogni volta…

Ma perché?
La scusa dei registi è quella “che sono eclettica e che è giusto cambiare perché fa parte del mio lavoro”. Il problema è che in Italia non ti pagano per massacrarti i capelli, in America sì. Infatti lancio un messaggio: “Pagateci per farci rovinare i capelli in questo modo!”

Converrebbe quasi assicurarli…
Ma quale assicurazione, ormai sono finti, vado di extension. Però è divertente, perché forse nella vita, se non fossi costretta, non lo farei.

Sei felice?
Sì, da morire. Guarda qui che brillante… Mai stata più felice in vita mia.

Bell’anello! Da quanto ce l’hai?
Me l’ha regalato (Francesco Arca, ndr) quindici giorni dopo che stavamo insieme, ormai sette mesi fa.

 

Via | LiberoNews

Via | Yume.it 

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