Prostituzione

Quest’anno la legge Merlin ha festeggiato i 50 anni. Mezzo secolo fa si è messo fine alle casa di tolleranza chiudendo un capitolo della storia italiana. Nonostante le buone intenzioni della Merlin il fenomeno della prostituzione è sempre più fiorente. “Celebrare si fa per dire – si pò leggere sul blog Scarpetterosse – poiché se a cinquanta anni di distanza ancora si parla di regolare la prostituzione e si propone di riaprire le case di tolleranza, vuol dire che quella legge servì a ben poco. Servì a poco e servirà a poco ricominciare tutto da capo e riaprire le case poiché non sono state fatte le cose che sarebbe stato indispensabile fare per “ridimensionare” (difficile pensare di poterlo azzerare) il fenomeno, eliminando ogni forma di sfruttamento; e la cosa che avrebbe dovuto esser fatta prima di tutte sarebbe stata/è affrontare il ‘problema maschile’, la questione dei clienti”.

La prostituzione è terreno fertile per ogni tipo di abusi. Come scrive giustamente Chitblog “ogni anno almeno 4.000 tra donne e bambine sono vittime della tratta del sesso nel Regno Unito e costrette a prostituirsi. Non so se la cifra è corretta o meno, quel che so è che il problema della prostituzione è sicuramente molto più grave di quel che film come Pretty Woman possono far pensare”.

La prostituzione oltre che diffusa è diventata ormai un’attività commerciale come molte altre. La merce “prostituzione” è così abbondante da aver spinto alcune università a introdurre un corso di laurea. In Nuova Zelanda, con l’obiettivo di migliorare il servizio i responsabili governativi hanno dichiarato di stare pensando all’opportunità di stanziare fondi per un corso di laurea o diploma in prostituzione. La prostituzione? Una professione come tante altre. Molti dubbi però rimangono.

 

Via | LiberoNews

Via | Yume.it 

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